//Coronavirus, Gb: Boris Johnson fuori da terapia intensiva

Coronavirus, Gb: Boris Johnson fuori da terapia intensiva

LONDRA – Boris Johnson è fuori dalla terapia intensiva. La bella notizia arriva alle 19,14, direttamente da Downing Street. Il 55enne premier britannico, dopo giorni di paura che hanno lasciato il Regno Unito e il mondo col fiato sospeso, è stato trasferito questa sera al reparto ordinario di malattie polmonari dell’ospedale St Thomas di Londra.

“È di ottimo umore”, fanno sapere i suoi, sottolineando però come Johnson sarà ancora sotto stretto controllo medico nelle prossime ore, in questa nuova fase del suo recupero dal coronavirus che lo ha colpito due settimane fa e dal quale non è ancora guarito.

Non è chiaro se abbia ancora bisogno dell’ossigenazione regolare, come era fino a oggi prima di pranzo. Molto probabilmente sì, anche se respira da solo (come dall’inizio del suo ricovero) e non ha mai avuto bisogno di una ventilazione polmonare, come organi di stampa  ufficiali russi avevano millantato domenica sera, senza alcuna conferma né corrispondenza al vero.

Intanto, poco dopo la notizia, arriva la gioia della fidanzata incinta di Johnson, Carrie Symonds, che su Twitter ha postato emoticon di applausi e poi un commovente disegno con un arcobaleno, simbolo della speranza in Regno Unito nell’emergenza coronavirus.

Il recupero sarà ancora lungo per Johnson, dovrà osservare riposo assoluto ancora per diversi giorni, ma certo l’abbandono del reparto di terapia intensiva è una notizia molto confortante, visto che i dati dei ricoveri in terapia intensiva per coronavirus in Regno Unito sottolineavano come ci fosse il 50% di sopravvivenza, almeno su base generale. Invece il premier ha reagito bene alle cure, e già da ieri pomeriggio c’erano stati i “primi miglioramenti”.

Intanto, oggi in Regno Unito ci sono stati altri 887 morti per un totale di 7.978. Numeri altissimi nella tragica assuefazione alla strage innescata dal coronavirus. Tuttavia, secondo il governo, i contagi e i ricoveri si sono stabilizzati da giorni e quindi è plausibile che, tra due settimane, anche il Regno Unito scavalli “il picco”. Il massimo rappresentante scientifico del governo, Sir Patrick Vallance, una settimana fa aveva parlato di “buon risultato, seppur orrendo” rimanere sotto la soglia dei 20mila morti oltremanica.