//Coronavirus, i nuovi dati in Italia: in calo il numero di nuovi casi (880) e di malati ricoverati (3.039). Borrelli: “Incremento più basso dal 10 marzo scorso”

Coronavirus, i nuovi dati in Italia: in calo il numero di nuovi casi (880) e di malati ricoverati (3.039). Borrelli: “Incremento più basso dal 10 marzo scorso”

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ROMA – Finalmente, i dati segnano un calo, nonostante ci siano ancora oltre 600 morti. In diminuzione i nuovi contagi, il numero di persone attualmente malate e i numeri di ricoverati, sia in terapia intensiva che fuori dalle terapie intensive.

I dati del nuovo bollettino della Protezione Civile parlano di un aumento dei malati (ovvero le persone attualmente positive) pari a solo 878 unità (ieri erano stati 1941). È l’incremento più basso registrato dal 10 marzo.

Oggi sono ricoverate in terapia intensiva 3792 persone, 106 meno di ieri, numero in calo per il quarto giorno di seguito. Sono ricoverate con sintomi 28.718 persone, 258 meno di ieri. Dei ricoverati in terapia intensiva, 1.305 sono in Lombardia.

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Resta alto però il numero delle vittime. Nelle ultime ventiquattr’ore sono morte 604 persone (ieri i decessi erano stati 636), arrivando a un totale di 17.127 morti.

I guariti raggiungono quota 24.392, per un aumento in 24 ore di 1555 unità (ieri erano state dichiarate guarite 1022 persone).

Il numero totale di persone che hanno contratto il virus dall’inizio dell’epidemia è 135.586: i nuovi contagi rilevati nelle ultime 24 ore sono 3039 (ieri erano stati 3598), il numero più basso dal 13 marzo, ma con molti più tamponi fatti rispetto a quella data. 

I tamponi fatti oggi sono stati 33.713, qualcuno più rispetto a ieri (30.271). Il rapporto tra tamponi fatti e casi individuati è di 1 malato ogni 11,1 tamponi fatti, il 9%. È il valore più basso da inizio emergenza. Per avere un confronto, il 13 marzo erano stati fatti solo 11mila tamponi. Oggi tre volte tanti ma lo stesso numero di malati individuati.

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“Finalmente sembra che si inizi a vedere una diminuzione di nuovi casi: nella curva epidemica, dopo una fase di plateau, sembra esserci una discesa, la curva tende a flettere in basso. Ma aspettiamo domani o dopodomani prima di tirare un sospiro di sollievo”, ha commentato Giovanni Rezza dell’Istituto superiore di sanità durante la quotidiana conferenza stampa alla Protezione civile.

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“Speriamo di assistere ad una flessione, ma bisogna sempre tenere a mente che il virus resterà nella popolazione, nonanche se arriveremo a zero tra una settimana o un mese non sarà tana libera tutti” ha continuato il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss sottolineando che bisognerà ingaggiare con il virus una “dura lotta”. “Dobbiamo mantenere rigorosamente tutte le misure di distanziamento sociale – ha aggiunto – perché ogni rilassamento può significare una ripresa della circolazione”.

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Quanto al passaggio alla Fase 2, Rezza ha detto che qualsiasi raccomandazioni arriverà dal Comitato tecnico scientifico e quale che sia la decisione del governo, l’auspicio è che questa “sia improntata alla massima cautela”.

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In merito al vertice in videoconferenza con il premier Conte e il Comitato tecnico scientifico, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha parlato di “riunione interlocutoria”: ci “sono in corso valutazioni”, ha riferito, spetterà “all’autorità politica e al Cdm prendere le decisioni”.

Rezza ha infine osservato: “C’è una sottostima intrinseca, non solo in Italia ma in tutti i Paesi, del numero dei casi e degli asintomatici, tanto è vero che diciamo che per ogni caso che viene riportato dal sistema di sorveglianza ci sono magari 10 persone infette”.  “La sottostima della mortalità è una cattiva notizia, quella degli infetti è buona perché vuol dire che ci sono molte più persone infette che hanno superato la malattia – aggiunge -. Non è il problema maggiore la sottostima dei casi, importante è individuare i focolai e arginare il contagio”.

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