//Meno male che chiusi con noi ci sono i bambini

Meno male che chiusi con noi ci sono i bambini

È sempre speciale guardare un bambino, anche se è la mamma che gli accende la telecamera per mostrare al mondo il suo disagio. I bambini infatti sono veri anche quando recitano. Perciò il video, che qui vi proponiamo, è un documento, non una fiction. Racconta, infatti, meglio di noi giornalisti, e con la verità che i nostri scrittori ancora non acchiappano, la carcerazione dell’Italia. Noi per pudore la chiamiamo lockdown, ricorriamo cioè all’inglese, non per la solita esterofilia del “tu vo fa l’americano”, ma per segnare una distanza da un concetto brutale. Questo bel bimbo siciliano invece non la chiama in nessun modo, non nomina la violenza che lo domina. Non la capisce, vorrebbe rifiutarla, e chiede aiuto per evadere.

Perché non andare

 dal nonno? Pretende dunque 
dalla mamma una valigia per il suo viaggio veloce che è un altro simbolo che tutti abbiamo perduto. Non vuole uno zaino e non dice trolley, che è il bagaglio a mano con le ruote, ma dice “valigia” che è un oggetto ben più solenne e capiente: “Io preparo le mie cose e tu mi fai la valigia” propone alla mamma. Per lui, la vita chiuso in casa è un’insopportabile frenesia senza nome, un’agitazione del corpo: sbuffa, si lamenta, dice di non poterne più e alla fine, per protesta, si carcera davvero. Si nasconde infatti dietro una tenda, vuole stare da solo e al buio, che è l’ aggravio di pena che si auto infligge: “È così che mi volete?”.

in riproduzione….


Ecco perché tra mille video umoristici che girano sui social, questo, in pochi giorni, è diventato un cult: per la verità che esprime, e con la forza irresistibile dell’ingenuità. Ci sono altri video interpretati da bambini che stanno conquistando i social: due gemelli di Mazara suonano il violino saltellando e ballando. E i Coldplay e i Pirati dei Caraibi diventano, non  musiche dal carcere, come le lettere di Gramsci, ma il suono che non ti aspetti perché ti fa vedere un altro mondo. Magnifici bambini!  Sono il filo animato che  in Fantasia (1940) è una colonna di luce: “Signore e signori – dice il presentatore nel film di Walt Disney – ecco a voi la Colonna Sonora, the Soundtrack”.

Fragile, timido e potente,

 il bimbo che vuole scappare di casa è la corda tesa di Walt Disney con l’aria imbronciata e l’espressione severa. E c’è pure un video dove un giornalista della Bbc, vestito da cameriere, serve il pranzo ai suoi figli. E quando versa il latte come fosse vino, il bimbo agita il bicchiere, ci ficca il naso da sommelier, e con un cenno gli dice che va bene. Ma la figlia, proprio a dimostrazione che i bambini non mentono mai, esce da ruolo di scena e si rivolge non al cameriere, ma al padre: “Va bene che fingiamo di essere in un ristorante, ma per favore tagliami la cotoletta”. Ecco: meno male che chiusi con noi ci sono i bambini.

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Carlo Verdelli

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